Piccolo spazio pubblicità

Vi rubo qualche minuto per promuovere un’ottima causa. Chiara disegna e vende T-Shirt e gadget su internet da un pò, che potete trovare a questo indirizzo: http://www.chiaralascura.it, un progetto nato nove mesi fa, dopo uno dei tanti italici stage, fucine legalizzate di mano d’opera a costo zero. Chiara ha cominciato a disegnare e venderle sul suo suo sito, attraverso un uso ragionato dei blog, del passaparola e dei social network, trasformando una semplice passione in un lavoro. Quello che chiede è un piccolo contributo per continuare fare quello che sta facendo. Io, da parte mia, non potrei mai perdonarmi di vederla dentro un ufficio a compilare dichiarazione dei redditi o a concepire a gratis campagne pubblicitarie di carte igeniche biodegradabili a 500 euro al mese. Quindi mi appello anche a voi. Potete farlo qui.

Primo perchè siamo fratelli, oltre che amici, qualcuno ci ha diviso alla nascita e dobbiamo ancora scovare chi è stato. Secondo perchè lei fa parte di una specie in via d’estinzione, un’artista-artigiana di quelle vere, capace di esprimere la propria creatività in più ambiti, dalla musica al disegno, dalle battute al suo matrimonio, senza tirarsela minimamente. Terzo, perchè è una persona che sa farti arrivare alla profondità con semplicità, facendoti spesso anche sorridere, e questa è davvero una prerogativa di pochi.

Aiutate Chiaralascura a crescere. Eppela project. from Chiara Meloni on Vimeo.

Piccola nota a margine. Io e Chiara, ci siamo incontrati a Firenze due anni fa per frequentare un master in Multimedia content design. E’ stato un bell’anno, duro per certi versi, divertente per tanti altri, che mi ha portato a conoscere persone stupende. Io prima lavoravo come copywriter in un’agenzia pubblicitaria. La mia vera passione credo fosse la scrittura, e lo è ancora adesso (probabilmente). Credo che tutti quelli che hanno fatto questo percorso, non parlo ovviamente del corso di studi, quanto dell’approfondimento di quelli che vengono ribattezzati i new media, siano stati mossi dalla consapevolezza che gli equilibri economici, produttivi e sociali stavano inesorabilmente mutando. Non è un cambiamento privo di zone d’ombra e sicuramente non esente da problematiche. Non sarò mai un positivista, tantomeno un positivista dei nuovi strumenti di comunicazione. Molte dinamiche però stanno cambiando. Sul web oggi si pubblicano e si autoproducono e vendono libri da un milione di copie, fenomeno che al di là della qualità dell’esempio citato, costituisce un precedente interessante, capace di mettere in discussione il potere di molti gruppi editoriali tradizionali. Sul web si produce informazione indipendente, che spesso non ha nulla a cui invidiare a quella dei canali ufficiali; Fortress Europe di Gabriele Del Grande, sui migranti invisibili del Mediterraneo è il primo esempio che mi viene in mente. Nella rete si valorizzano quotidianamente musica e tendenze culturali realmente indipendenti, come nel caso dello splendido Indietravel, blog e programma radiofonico di due amici. Sono segnali importanti di vitalità, che si fanno largo tra l’overflow informativo a cui siamo quotidianamente esposti e le coltri di una struttura economico-sociale vecchia, triste e corporativa. Scorgerli è importante. Sostenerli e renderli, per quanto possibile realtà , ancora di più.

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